SCIA e silenzio assenso

Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)

La legge sul procedimento amministrativo prevede che le autorizzazioni, licenze, concessioni non costitutive, i permessi o nulla-osta comunque denominati, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli, per esercitare attività imprenditoriali, commerciali o artigianali, il cui rilascio sia subordinato esclusivamente all'accertamento dei requisiti e dei presupposti previsti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, sono sostituiti da una dichiarazione dell'interessato, che prende il nome di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

La SCIA produce effetti immediati e consente al cittadino di iniziare, modificare o cessare l'attività dalla data di presentazione della segnalazione, senza dover più attendere i tempi e l'esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte dell'amministrazione competente.

Per consentire all'amministrazione le verifiche di competenza, in allegato alla segnalazione sono presentate le dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà di cui agli articoli 46 e 47 del D.P.R. 445/00, nonché, se espressamente previsto dalla disciplina vigente, le attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati – corredate dagli elaborati tecnici necessari – relative alla sussistenza dei requisiti previsti. Le predette autocertificazioni, attestazioni, asseverazioni o certificazioni possono altresì sostituire – salve le verifiche successive delle strutture e della amministrazioni competenti – i pareri di organi o enti appositi, oppure l’esecuzione di verifiche preventive previsti dalla legge.

La SCIA non può essere utilizzata qualora esistano vincoli ambientali, paesaggistico-territoriali e culturali, per gli atti imposti dalla normativa comunitaria, nonchè per gli atti di assenso individuati dalla Giunta provinciale.

L’amministrazione, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione – in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di legge richiesti – adotta un provvedimento motivato con cui dispone il divieto di prosecuzione dell’attività e la rimozione degli eventuali effetti dannosi prodotti da essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda – entro il termine prefissatogli dal responsabile della struttura stessa e in ogni caso non inferiore a 30 giorni – a conformare alla normativa vigente l’attività e i suoi effetti.

Nella SCIA l'interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non è ammessa la conformazione dell'attività e dei suoi effetti a legge.

 

Silenzio assenso

La legge sul procedimento amministrativo attribuisce al silenzio dell'amministrazione il valore di provvedimento di accoglimento della domanda, presentata dal cittadino per ottenere dall'amministrazione atti di assenso necessari per esercitare un'attività privata non assoggettata a SCIA, se nel termine di conclusione del procedimento non viene comunicato all'interessato il provvedimento di diniego.

Ferma restando la facoltà dell’amministrazione di agire in via di autotutela anche successivamente alla formazione del silenzio assenso, rimangono esclusi dalla sua applicazione gli atti e i procedimenti in materia di tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico e della salute, i casi in cui la legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto della domanda, i casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali e gli atti individuati della Giunta provinciale.

Nella domanda presentata all'amministrazione, l'interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci e di false attestazioni, non è ammessa la conformazione dell'attività e dei suoi effetti a legge.